Non ci fosse il MOSE, tra innalzamento dei mari e subsidenza (lo slittamento del fondale della laguna verso il fondo dell’Adriatico), entro il 2050 Venezia sarebbe completamente sommersa dall’acqua.

Non ci fosse stato un costante intervento dell’uomo nel corso dei secoli, Venezia oggi sarebbe completamente interrata.

Per comprendere il probabile destino “naturale” della laguna, basta guardare l’attuale posizione della Basilica di Santa Apollinare in Classe a Ravenna, consacrata nell’anno 549 in prossimità del porto marittimo utilizzato sin dall’epoca romana per la flotta imperiale adriatica (“classe” significa, appunto, “flotta” in latino), oggi distante circa 7 chilometri dal mare (il parco San Giuliano, situato sulla gronda lagunare, dista circa 9,5 chilometri dal mare).

La laguna veneta è uno dei più grandi ambienti artificiali d’Europa, la cui conformazione attuale e la sua stessa esistenza è determinata dall’azione antropica.

Il relativo declino economico di Venezia non è un destino, la storia della sua laguna dimostra che la volontà politica, una chiara visione strategica ed una buona Governance sono in grado di ottenere e mantenere risultati incredibili.

Fu sulla base di queste considerazioni, che nel pieno della prima Guerra Mondiale, la cui linea di fonte si trovava a pochi chilometri di distanza, nacque Porto Marghera, con una visione economica ed industriale che proiettava Venezia nel XX° secolo.

Dal PSS (Piano Strategico Speciale) del 2007 alla costituzione della ZLS (Zona Logistica Speciale) del 2022, quello che è mancato a Venezia è stata una visione strategica di lungo termine che fosse in grado di produrre piani concreti di sviluppo.

La sfida è al 2051, l’anno dopo dell’obiettivo di raggiungimento della Neutralità Carbonica, quando Venezia dovrà essere saldamente sulla via del proprio sviluppo.

Sarà necessariamente uno Sviluppo Sostenibile, concreto, non ideologico, improntato alla capacità di attrarre investimenti ad alto valore aggiunto, produrre lavoro qualificato, generare un nuovo sviluppo urbanistico e salvaguardare il suo patrimonio culturale e quello ambientale tanto famosi ed apprezzati nel mondo.